Rinnovato il Ccnl pesca cooperativa non imbarcati, aumenti del 9,5% in due tranche-Apportate anche modifiche normative per allineare la disciplina ai bisogni della vita delle lavoratrici e dei lavoratori
Pesca e acquacoltura
Roma,
14 maggio 2026 - A soli quattro mesi
dalla scadenza e' stato rinnovato, per il quadriennio 2026-2029, il Contratto
collettivo nazionale di lavoro per il personale non imbarcato dipendente da
cooperative del settore pesca e acquacoltura. Lo rendono noto Agci Pesca e
Acquacoltura, Confcooperative Fedagripesca e Legacoop Agroalimentare firmatarie
insieme alle organizzazioni sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Pesca del
rinnovo. L'accordo prevede un incremento retributivo complessivo del 9,5%,
articolato in due tranche, la prima in vigore dal 1' gennaio 2026 e la seconda
dal 1' gennaio 2027.
Sono
state apportate anche modifiche normative per allineare la disciplina ai
bisogni della vita delle lavoratrici e dei lavoratori e alle esigenze
organizzative delle cooperative, andando a disciplinare temi come la
genitorialità, l'indennità di malattia o la previdenza complementare.
"Il
rinnovo raggiunto in tempi rapidi - sottolineano le centrali cooperative -
conferma il buono stato delle relazioni sindacali in una fase particolarmente
delicata per il comparto ittico e acquicolo. Un risultato importante che
garantisce tutela del potere d'acquisto dei lavoratori e continuità alle
imprese cooperative".
Le
organizzazioni firmatarie evidenziano inoltre che il confronto proseguirà ora
sull'altro tavolo aperto per il rinnovo del Ccnl del personale imbarcato, per
il quale lo scorso anno era stato sottoscritto un accordo ponte che ne aveva
prorogato di un anno la durata.
"Occorre
mantenere alta l'attenzione sul settore - aggiungono Agci Pesca e Acquacoltura,
Confcooperative Fedagripesca e Legacoop Agroalimentare - anche e soprattutto
per arrivare a dotare pesca e acquacoltura di un sistema compiuto, moderno ed
efficace degli strumenti di integrazione salariale, in grado di rispondere alle
esigenze delle imprese e dei lavoratori in una fase di profonda incertezza
economica e produttiva".