BIOLOGICO, LEGACOOP AGROALIMENTARE: LE NOSTRE COOPERATIVE HANNO DA SEMPRE CREDUTO NEL BIO. CON IL MARCHIO RICONOSCIUTO IL VALORE
NotizieMarchio bio italiano, Legacoop Agroalimentare: "Strumento decisivo per valorizzare filiere e cooperative"
- Giorgio Baracani (delega settore Bio
Legacoop Agroalimentare): "Il biologico italiano e il concetto di filiera
possono essere uno strumento di maggiore visibilità e riconoscibilità sul
mercato, rafforzando il valore del lavoro delle cooperative e dei loro
prodotti".
- Elena Ghezzi (responsabile settore Pesca e Acquacoltura): "E' arrivato il momento di fare un salto di qualità, considerando anche l'impatto sull'ambiente e i servizi ecosistemici generati, dando loro un valore reale. La sostenibilità non e' soltanto un costo o un onere aggiuntivo"
ROMA,
23 settembre 2026 - "Più valore alle
filiere, più tutela per il lavoro delle cooperative e più riconoscibilità per
il made in Italy che fa del biologico la propria bandiera". Con queste parole
Legacoop Agroalimentare commenta la nascita del marchio biologico italiano, presentato
oggi a Roma in occasione della Giornata europea del Biologico, nell'ambito
dell'evento "Nasce bio, cresce italiano". Un traguardo che
l'associazione rivendica come coerente con un impegno storico: Legacoop
Agroalimentare crede infatti da sempre nel valore del biologico, e tra i propri
associati annovera alcuni dei principali marchi del settore in Italia.
Il
nuovo marchio, che affiancherà il logo di produzione bio dell'Unione europea,
renderà immediatamente riconoscibili i prodotti biologici di origine italiana
sugli scaffali e nei mercati di tutto il mondo. All'incontro, aperto dai saluti
istituzionali del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida e
moderato da Eleonora Iacovoni (direttore della Direzione generale per la
promozione della qualità agroalimentare), Legacoop Agroalimentare ha portato la
voce diretta delle cooperative attraverso gli interventi di Giorgio Baracani
ed Elena Ghezzi.
"Il
biologico italiano ha un valore ambientale specifico che va riconosciuto e
tutelato - ha dichiarato Giorgio Baracani, delegato al biologico di Legacoop
Agroalimentare -. Un marchio certificato di biologico italiano potrebbe servire
proprio a valorizzare questo patrimonio e a dare maggiore riconoscibilità e
tutela alle produzioni biologiche italiane".
Per
Baracani, il legame tra biologico e filiera e' la chiave di volta della
strategia che Legacoop Agroalimentare chiede al sistema Paese: "Il biologico
italiano e il concetto di filiera possono essere uno strumento di maggiore
visibilità e riconoscibilità sul mercato, rafforzando il valore del lavoro
delle cooperative e dei loro prodotti. In un momento di difficoltà produttiva e
commerciale, il nuovo marchio può quindi valorizzare il biologico italiano e
rafforzare la fiducia del consumatore, pur richiedendo un impegno da parte
delle imprese".
Un
impegno che, per Legacoop Agroalimentare, riguarda da vicino anche un comparto
in crescita come l'acquacoltura biologica, su cui e' intervenuta Elena Ghezzi,
responsabile settore Pesca e Acquacoltura dell'associazione: "Ringraziamo il
Masaf per l'attenzione dedicata anche all'acquacoltura biologica, con un focus
particolare sulla mitilicoltura. Credo sia arrivato il momento di fare un salto
di qualità, considerando anche l'impatto sull'ambiente e i servizi ecosistemici
generati, dando loro un valore reale".
"In
questo modo - ha proseguito Ghezzi, anticipando una delle battaglie culturali
che Legacoop Agroalimentare porta avanti nel settore - riusciremmo ad abbattere
il pregiudizio secondo cui la sostenibilità sia solo un costo o un onere
aggiuntivo per le imprese, trasformandola invece in un volano per generare
reddito e competitivita"'.
Con
queste posizioni, Legacoop Agroalimentare conferma il proprio ruolo di
interlocutore attivo nel percorso di crescita del biologico italiano, mettendo
a disposizione l'esperienza delle cooperative associate e chiedendo alle
istituzioni di accompagnare il nuovo marchio con strumenti concreti di sostegno
alle imprese.