08 Giugno 2011: Comitato di coordinamento OIV

Vitivinicolo
10 giugno 2011

NOTA SU INCONTRO COMITATO DI COORDINAMENTO O.I.V. – Commissione Economica

 08 Giugno 2011

Si è svolta in data odierna, presso il Mipaaf, una riunione del Comitato di Coordinamento dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (O.I.V.). In particolare, ho partecipato all’incontro della Commissione Economica.

In allegato Vi inviamo il testo integrale, contenente tutti i progetti di risoluzione che verranno sottoposti alle 4 Commissioni in occasione della 9° Assemblea Generale dell’Organizzazione.

Le risoluzioni più rilevanti analizzate nell’incontro odierno, sono sintetizzate di seguito.

Come premessa, i funzionari del Ministero ci hanno comunicato che la Commissione Europea sarebbe intenzionata a modificare l’attuale procedura decisionale, individuando una posizione comune al livello comunitario per ciascuna risoluzione in discussione (la procedura attuale prevede invece che ciascuno Stato Membro esprima la propria posizione). Tuttavia, molti Stati membri, Italia compresa, si sono opposti a tale proposta, criticando in questo senso l’ingerenza della Commissione, e sostenendo che le riunioni del Comitato di Coordinamento al livello UE sono già di per sé un mezzo sufficiente per armonizzare le diverse posizioni. La decisione definitiva sulla proposta verrà messa ai voti nel prossimo Comitato Speciale Agricoltura, che avrà luogo il 14 Giugno p.v.

Etichettatura dei vini – Pittogrammi (ECO-DROCON 09-399; pag. 195 del file allegato)

La risoluzione concerne la possibilità , in futuro, di indicare in etichetta gli allergeni con dei pittogrammi.

Nella versione attuale, sono già state recepite le osservazioni avanzate dalla delegazione italiana, tra cui, di particolare importanza, quella secondo cui per le indicazioni obbligatorie da inserire in etichetta, sebbene sia possibile l’utilizzo di pittogrammi, questo possa essere solo aggiuntivo rispetto all’utilizzo di un testo a parole.

L’unica frase che desta qualche perplessità è quella che recita: “I simboli devono essere conformi alle norme applicabili delle autorità competenti”, in quanto sembrerebbe contraria rispetto all’obiettivo di un’armonizzazione al livello internazionale. Tuttavia, pare che frasi del genere siano già presenti in numerose risoluzioni dell’O.I.V., senza per questo inficiarne la validità complessiva.

 Informazione efficace ai consumatori (ECO-DROCON 09-398; pag. 196 del file allegato)

È una risoluzione ‘di auspicio’, relativa alla promozione di studi scientifici riguardanti l’efficienza e l’efficacia dell’uso di diverse forme di comunicazione verso il consumatore. Nella versione attuale sono già state recepite le osservazioni dell’Italia.

Vini aromatizzati (ECO-DROCON 09-395; pag. 197 del file allegato)

La risoluzione è stata modificata come da testo allegato.

Bevande spiritose di origine vitivinicola (ECO-BOISPI 09-403) e Norma internazionale per l’etichettatura delle bevande spiritose di origine vitivinicola (ECO-BOISPI 09-402) (pagg. 198-205 del file allegato)

Nella prima delle suddette risoluzioni sono già state recepite le osservazioni italiane, dunque la delegazione intende esprimere parere favorevole.

In merito alla seconda invece si chiederà che questa venga ridiscussa, in particolare per alcune incertezze relative all’Art. 4, su se sia più corretto l’utilizzo del termine “preimbottigliato” o “preconfezionato”.

Aceto di vino (ECO-DROCON 09-401) e Aceto di origine vitivinicola (ECO-DROCON 09-400) (pagg. 206-207 del file allegato)

Sostanzialmente l’Italia sarebbe contraria all’avanzamento di tali risoluzioni, perché questo aprirebbe la strada a prodotti similari al nostro aceto balsamico. Tuttavia, non essendo “balsamico” un termine protetto, la delegazione, se non troverà obiezioni più sostanziali, non potrà insistere sul divieto per gli altri di farne uso.

Principi generali del protocollo OIV sul calcolo dei gas serra (CST 10-431; pagg. 12-46 del file allegato)

In merito a questa risoluzione rimangono ancora molti punti da chiarire, in particolare in relazione all’approccio: fino a quale fase la singola impresa può calcolare i gas serra prodotti? Fino all’uscita dai propri cancelli o deve considerare anche il trasporto? Inoltre molti allegati sono ancora incompleti. Tuttavia, sarebbe interesse del settore che tale risoluzione andasse avanti, per evitare che vengano imposti degli standard da altri (vedi GDO). L’idea della delegazione italiana sarebbe di esprimersi in senso positivo, inserendo però delle clausole di salvaguardia che consentano delle possibilità di modifica per il futuro.

NON E' POSSIBILE ALLEGARE IL FILE IN QUANTO TROPPO PESANTE.




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