PESCA, ALLEANZA COOPERATIVE: NECESSARIO CAMBIO DI PASSO DA PARTE DELL'EUROPA PER IL RILANCIO DEL SETTORE

Pesca e acquacoltura

Pesca e acquacoltura, confronto con i parlamentari Pd: "Sostenibilità sì, ma anche economica e sociale. Necessario cambio di passo da parte dell'Europa per poter rilanciare il settore"

 

  • Incontro a Roma con i rappresentanti istituzionali del Pd e i principali stakeholder della filiera ittica. Al centro del confronto, la necessità di un cambio di passo in Europa nell'anno in cui si annuncia la revisione della PCP ferma ad oltre 10 anni fa.
  • La produzione ittica nazionale copre appena il 15-18% della domanda interna, mentre le importazioni sfiorano i 4 miliardi di euro
  • Per l'acquacoltura, e' emersa con forza l'esigenza di semplificare le procedure per concessioni e rinnovi. Preoccupazione per il futuro della Politica Comune della Pesca e per le prospettive finanziarie europee.
  • Nel corso dell'incontro annunciata la presentazione di un emendamento del gruppo S&D del Parlamento Ue con richiesta aumento fondi per pesca e acquacoltura.

 

ROMA, 30 gennaio 2026 - Un settore strategico per l'economia blu nazionale, ma stretto tra emergenze ambientali, regole europee sempre più restrittive e una redditività in costante erosione. E' questo il quadro emerso oggi durante l'incontro che si e' tenuto a Roma in via delle Fratte, "Sfide e prospettive della pesca e dell'acquacoltura", promosso da parlamentari del Partito Democratico delle Commissioni Pesca e Ambiente di Camera, Senato e del Parlamento europeo, insieme ai responsabili regionali Pd e ai principali stakeholder della filiera ittica.

Al centro del confronto, la necessità di un cambio di passo nelle politiche di settore: "La sostenibilità non può essere solo ambientale - ha sottolineato l'Alleanza - ma deve tenere insieme tutela degli ecosistemi, lavoro e competitività delle imprese. Senza questo equilibrio, l'Italia rischia di diventare sempre più dipendente dal prodotto ittico estero".

Oggi infatti la produzione nazionale copre appena il 15-18% della domanda interna, mentre le importazioni sfiorano i 4 miliardi di euro.

Nel corso dell'incontro e' stata annunciata da Giuseppe Lupo membro del gruppo S&D dell'Europarlamento e della Commissione Pesca e della Commissione Bilancio, la presentazione di un emendamento del gruppo S&D del Parlamento Ue con richiesta aumento fondi per pesca e acquacoltura. S&D chiede di prevedere 7,5 miliardi di euro per i Piani Nazionali e Regionali Pesca, invece di 2 euro, e 1,5 miliardi per Azione esterna UE, con linee di bilancio dedicate

Forte preoccupazione e' stata espressa per il futuro della Politica Comune della Pesca e per le prospettive finanziarie europee 2028-2034, dove si profila un drastico ridimensionamento delle risorse destinate al settore. Allo stesso tempo, e' stata ribadita la contrarietà a tagli lineari delle giornate di pesca, ritenuti scollegati dalla reale pressione sugli stock e incapaci di considerare le differenze tra aree e marinerie. Tra le proposte avanzate, l'adozione di piani di gestione per aree omogenee e il superamento del criterio dei "giorni di pesca" a favore del tempo effettivo di attività degli attrezzi in mare.

Ampio spazio anche alle emergenze ambientali che stanno colpendo duramente le produzioni: specie aliene, mucillagini, aumento delle temperature e fenomeni di anossia stanno trasformando habitat e catture, senza che le imprese dispongano di strumenti adeguati di compensazione. Da qui la richiesta di rifinanziare con urgenza il Fondo di solidarietà nazionale per la pesca e l'acquacoltura e di rendere finalmente operativa la Cisoa per garantire tutele ai lavoratori nei periodi di fermo forzato.

Sul fronte dell'acquacoltura, e' emersa con forza l'esigenza di semplificare le procedure per concessioni e rinnovi, oggi troppo lunghe e frammentate, che frenano investimenti e innovazione. Così come e' stato richiamato il tema della pianificazione dello spazio marittimo, con la richiesta di un coinvolgimento reale del settore nei processi legati allo sviluppo dell'eolico offshore e alle politiche di ripristino della natura lungo le coste.

L'incontro si e' chiuso con l'impegno condiviso a mantenere aperto un tavolo di confronto stabile tra politica e rappresentanze della filiera: «Difendere pesca e acquacoltura - ha concluso l'Alleanza - significa difendere lavoro, presidio dei territori costieri e sovranità alimentare. Il mare non può essere governato senza chi lo vive ogni giorno".


 




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