Pesca: gasolio oltre 1 euro al litro, cooperazione chiede ritorno del credito d'imposta
Pesca e acquacolturaCarburante incide anche oltre il 40% dei costi, a rischio uscite in mare e acquacoltura
Roma,
10 marzo 2026 - Reintrodurre con urgenza il credito d'imposta sul carburante per sostenere le
imprese della pesca e dell'acquacoltura di fronte al nuovo aumento dei costi
energetici legato alla crisi in Medio Oriente. È la richiesta avanzata al
ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste,
Francesco Lollobrigida, in una lettera inviata da AGCI Pesca e
Acquacoltura, Confcooperative Fedagripesca e Legacoop Agroalimentare, che
segnalano una situazione di crescente difficoltà per le imprese della filiera
ittica.
Il
carburante rappresenta infatti una delle principali voci di spesa per la pesca,
arrivando a incidere in alcuni sistemi di pesca per oltre il 40% dei costi
operativi. In diversi porti italiani il prezzo del gasolio ha già superato 1
euro al litro e le proiezioni indicano possibili rialzi fino a 1,80 euro
nel breve periodo. Incrementi a doppia cifra che stanno comprimendo i margini
economici delle imprese, mettendo a rischio la sostenibilità delle uscite in
mare, la continuità produttiva degli impianti di acquacoltura e la stabilità
occupazionale dell'intera filiera.
Le
associazioni ricordano come, in una fase analoga di forte tensione sui costi
energetici, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, il legislatore fosse
intervenuto con misure di sostegno mirate. In particolare, con il decreto-legge
21 marzo 2022, n. 21 era stato introdotto un credito d'imposta pari al 20%
della spesa sostenuta per l'acquisto di carburanti destinati alla trazione dei
mezzi impiegati nell'attività agricola e della pesca, successivamente esteso
anche al secondo trimestre 2022 alle imprese della pesca con il decreto-legge
17 maggio 2022, n. 50.
Secondo
la cooperazione, quello strumento si era dimostrato efficace nel contenere gli
effetti straordinari dei rincari energetici, permettendo alle imprese di
proseguire l'attività produttiva in un contesto di eccezionale difficoltà.
Alla
luce dell'attuale scenario internazionale e del nuovo aumento dei prezzi dei
carburanti, il settore chiede quindi al Governo la reintroduzione di una misura
analoga di credito d'imposta sul gasolio destinato alla pesca e
all'acquacoltura. Un intervento che, sottolineano le tre organizzazioni,
consentirebbe di salvaguardare la competitività delle imprese, sostenere il
reddito degli addetti e garantire continuità produttiva a un comparto
strategico per l'economia delle comunità costiere, la sicurezza alimentare e la
presenza di prodotto ittico nazionale sulle tavole degli italiani.