PESCA, LEGACOOP AGROALIMENTARE: LA UE DEVE RICONOSCERE CON CHIAREZZA CHE IL SETTORE NON E' MARGINALE
Pesca e acquacolturaPesca, Legacoop Agroalimentare: "Nella strategia Ue per le comunità costiere non basta esserci, serve essere un pilastro"
- Gasolio,
flotta datata e concorrenza per lo spazio marittimo mettono a rischio
l'equilibrio delle comunità costiere. La proposta: dalla competizione
dello spazio marittimo alla coesistenza, con pescatori coinvolti fin
dall'inizio nei processi di pianificazione.
- Elena Ghezzi (responsabile settore Pesca e Acquacoltura
Legacoop Agroalimentare): "La strategia europea deve riconoscere con
maggiore chiarezza che la pesca non e' un'attività marginale, ma uno degli
elementi che tengono vive le comunità costiere. La pesca non deve essere
destinataria della strategia, ma un pilastro"
- Filippo
Parrino (vice
presidente vicario Legacoop Agroalimentare e presidente Legacoop Sicilia):
"La pesca e' lavoro, identità e futuro e l'Europa non può decidere sul mare
senza coinvolgere i pescatori".
PALERMO 12 settembre 2026 - Costo del gasolio, complessità
amministrative, invecchiamento della flotta e una concorrenza sempre più
serrata per lo spazio marittimo, conteso tra trasporti, turismo, aree marine
protette e rinnovabili offshore: sono questi gli squilibri che, secondo
Legacoop Agroalimentare, rischiano di svuotare di contenuto la strategia
europea per le comunità costiere se la pesca non verrà riconosciuta come uno
dei suoi pilastri. È il tema al centro dell'intervento di Elena Ghezzi, responsabile
del settore Pesca e Acquacoltura di Legacoop Agroalimentare, all'evento
organizzato dall'onorevole Giuseppe Lupo con il commissario europeo Costas
Kadis per affrontare il tema delle strategie delle aree costiere.
L'incontro si e' tenuto a Villa Filippina di Palermo con la partecipazione di
Legacoop Sicilia nella cornice di Madre'a, la festa della cooperazione
siciliana.
"Quando parliamo di comunità costiere non parliamo soltanto di
territori che si affacciano sul mare, ma di comunità, economie locali,
tradizioni, competenze", ha spiegato Ghezzi. "Per questo credo che la strategia
europea debba riconoscere con maggiore chiarezza che la pesca non e' un'attività
marginale, ma uno degli elementi che tengono vive le comunità costiere. La
pesca non deve essere destinataria della strategia, ma un pilastro".
Anche secondo Filippo Parrino, vice presidente vicario di
Legacoop Agroalimentare e presidente Legacoop Sicilia, "la pesca e' lavoro,
identità e futuro e l'Europa non può decidere sul mare senza coinvolgere i
pescatori. La cooperazione e' pronta a contribuire a una transizione ecologica
giusta, che non lasci indietro nessuno".
Un equilibrio sempre più difficile da trovare. Per Ghezzi il punto di
partenza resta la ricerca di un equilibrio tra esigenze sempre più difficili da
conciliare. "Il problema non e' la presenza delle varie attività in mare, ma
come vengono pianificate e come interagiscono fra loro", ha osservato. "Dobbiamo
passare da una logica di competizione a una logica di coesistenza".
Rinnovabili offshore, sì alla transizione ma non a spese dei pescatori. Un esempio, per la
responsabile Pesca di Legacoop Agroalimentare, e' quello delle rinnovabili
offshore: "Va bene la transizione energetica, ma nelle comunità costiere non
possiamo rischiare che si trasformi in una transizione economica e sociale
pagata dai pescatori. Serve il coinvolgimento dei pescatori fin dall'inizio dei
processi, con la public acceptance riconosciuta come parte integrante del
percorso decisionale, come del resto ci chiede anche la direttiva Red III. E
una parte dei profitti generati da queste attività deve rimanere nelle comunità
costiere". Da qui la richiesta di processi di pianificazione dello spazio
marittimo realmente partecipativi: "Ben venga la revisione della direttiva
sulla pianificazione dello spazio marittimo, ma solo se sarà costruita con
questo approccio".
Sostenibilità, servono anche indicatori sociali ed economici. Il secondo nodo
evidenziato da Ghezzi riguarda la definizione stessa di sostenibilità nella
futura Politica comune della pesca: "Non deve misurare la sostenibilità solo
con indicatori biologici degli stock, come la mortalità per pesca, ma tenere in
considerazione anche il cambiamento climatico, la redditività delle imprese e
l'occupazione. E' un lavoro difficile, ma va fatto: lo Stecf deve completare il
lavoro sugli indicatori sociali, non possiamo più farne a meno. Non dobbiamo
scegliere tra pesca e ambiente, perche' sono facce della stessa medaglia".
Crediti blu di carbonio, un'opportunità da non lasciare fuori dalle
comunità costiere. Ghezzi si e' soffermata anche sul tema dei crediti blu di
carbonio, come prevede la strategia Ue, legati a praterie di Posidonia, zone
umide e molluschicoltura: "Dobbiamo chiederci come trasformare tutto questo in
un'opportunità per le comunità costiere, e anche in questo caso una parte del
valore generato dovrebbe rimanere a chi contribuisce. Serve un quadro comune
europeo per i crediti blu di carbonio che garantisca integrità ambientale con
una chiara dimensione territoriale. In questo contesto i pescatori possono
diventare parte della soluzione, collaborando alla raccolta dei dati e al
ripristino degli habitat".
Quattro priorità per il futuro. "La vera sfida non e' scegliere tra pesca
e ambiente, ma trovare un equilibrio", ha concluso Ghezzi, indicando quattro
priorità per Legacoop Agroalimentare: una governance realmente integrata dello
spazio marittimo; una maggiore partecipazione delle comunità costiere ai
processi decisionali; strumenti finanziari di accompagnamento per la
transizione; l'integrazione della dimensione economica e sociale delle
politiche della pesca dentro le politiche di conservazione ambientale e di
transizione energetica.